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JD Florez, tenore - Concerto di un grande artista

15/01/2008 - Recital del tenore Juan Diego Florez, teatro alla Scala di Milano

Il concerto a cui ho assistito lunedì sera, mi ha svelato un aspetto nuovo del tenore, che già seguo ed ammiro da tempo, Juan Diego Florez; più di altre volte sembra aver impostato il programma in maniera ricercata. In questo concerto ho davvero avuto la sensazione che Florez sia maturato, non solo come cantante, ma anche come interprete e come artista.
Nel corso della serata non sono riuscito ad evitare di fare un confronto coll’ultima occasione che ho avuto di ascoltarlo dal vivo, ovvero il concerto che ha tenuto presso l’Università Cattolica, sempre a Milano, lo scorso novembre. Se in quell’incontro (nel corso del quale aveva tra l’altro anche concesso un dialogo-intervista) Florez aveva avuto modo di sfoderare le armi del grande virtuoso, nel concerto di lunedì alla Scala, il tenore sembra aver voluto mostrare di più il lato artistico e poetico del canto. Quest’impressione mi deriva dalla scelta del programma, ricercato e vario, sia nella scelta dei brani, sia nell’interpretazione degli stessi. Il programma comprendeva 6 autori: Mozart, Bellini, Rossini, una compositrice peruviana (Rosa Mercedes Ayarza de Morales), Gluck e Donizetti, (esclusi i bis) ed accostava ad arie d’opera (solo due molto note, quella dal Flauto Magico e la prima dall’Orphée; le altre molto meno) alcuni pezzi da camera. Florez ha eseguito questi brani dimostrando una grande capacità di sfumare, di variare le dinamiche, un porgere elegantissimo (sempre un po’ aristocratico) ed estremamente poetico.
Nel “recital-incontro” tenuto a novembre in Cattolica, Florez aveva “aperto le danze” con un brano tutt’altro che semplice come “Cessa di più resistere” (aria alternativa dal Barbiere rossiniano), aveva avuto modo di sparare un re naturale nella cadenza dall’aria dalla Favorite e fra i bis aveva annoverato Granada e l’ “aria dei nove do” dalla Figlia del reggimento, si nota la differenza rispetto al programma presentato alla Scala (che riporto qui sotto): alcuni momenti di puro virtuosismo non sono mancati (la seconda aria dall’Orphée, quella dall’Elisabetta di Rossini e dalla Linda di Donizetti sopra tutte, direi); e le armi del virtuoso mi sembra che abbiano risposto pienamente all’appello, e tutte quante! Ma al di là di questo, il concerto di lunedì, impostato ed eseguito con gran classe, mi rivelato (o confermato una volta di più) un altro aspetto di questo cantante, quello dell’artista Florez.


Fra i bis (e mi è giunto inaspettato) mi ha emozionato sopra tutti gli altri una magnifica (a mio parere) esecuzione di “Ah! leve-toi, soleil”, veramente trascinante; direi che meritano comunque una menzione anche una Furtiva lagrima estremamente sfumata e un La donna è mobile in cui ha mostrato di saper giocare con spavalderia sbarazzina con il pubblico (gli altri bis erano un’aria alternativa dalla Lucrezia Borgia di Donizetti e una romanza di Tosti, eseguiti in maniera esemplare).


Riporto di seguito il programma della serata (che, come l'immagine, è tratto dal sito del Teatro alla Scala):


Tenore Juan Diego Flórez
Pianoforte Vincenzo Scalera

Programma

Wolfgang Amadeus Mozart
Da Die Zauberflöte Dies Bildnis
Da Il re pastore Si spande al sole in faccia

Vincenzo Bellini
La ricordanza
Da Bianca e Fernando All’udir del padre afflitto

Gioachino Rossini
L’esule
L’orgia
Da Musique Anodine Prélude (piano solo)
Da Elisabetta Regina d’Inghilterra Deh! troncate

Rosa Mercedes Ayarza de Morales
Cuando la tortora llora
Malhaya
Si mi voz muriera en tierra
La rosa y el clavel
Hasta la guitarra llora

Christoph Willibald Gluck
Da Orphée et Eurydice J’ai perdu mon Euridice
Da Orphée et Eurydice L’espoir renaît dans mon âme

Gaetano Donizetti
Da Linda di Chamounix Linda!... Si ritirò

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